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By Guest on 11th March 2019 05:10:26 PM | Syntax: TEXT | Views: 1



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  1. La mia mente è offuscata da cattivi pensieri, la parte superficiale di me non è altrettanto visibile quanto quella che si sta rivelando essere quella migliore di me. A volte si ricerca se stessi così a fondo da non riuscire a cogliere il fine di questa ricerca. Il fine non è capire se stessi. Il fine è capire con quale delle infinite facce del nostro essere ci troviamo in armonia, quale parte ci soddisfa al punto tale di poter almeno pensare di aver raggiunto una pace interiore. La pace interiore è ben lontana da me. Sento di poterla raggiungere. Sento di averla avuta così vicina che a momenti mi saltava addosso. Magari è stata colpa mia, magari non sono stato in grado di capire quando e come agire. Non credo nel destino: ciò che accade è frutto dei nostri errori quanto delle nostre intuizioni. Dunque ho da rimproverare solo me stesso e me stesso soltanto, nessun altro può essere coinvolto nella causa del mio fallimento. E’ qui che parte la mia storia.
  2.  
  3. E’ una storia non dico tragica, ma non dico neanche idillica. Ci sono dei sentimenti i quali non sono facili da spiegare a parole proprie dato che, essendo sentimenti, sono vacui e fornire aggettivi adatti, ripeto, è arduo. Ma sono qui per raccontare e proverò a farlo anche se magari non ci riuscirò a modo giusto. Quel che la gente dice sull’amore non è affatto vero. Ognuno vive l’amore a proprio modo: non è possibile fornire delle massime. Dire “l’amore è eterno” è altrettanto sciocco che dire “l’amore è fulmineo”. Ogni persona cerca così tanto questo sentimento ma quando lo trova capisce che ne è valsa la pena. La mia è una delusione d’amore ma parlarne riesce a farmi star meglio. La mia chiusa e ottenebrata mente crede solo nell’amore fra uomo e donna, ed è proprio di questo tipo il mio. Siamo dotati di cinque sensi fisici, ma ne possediamo altri nascosti che non ho la capacità di enunciare, ma che ho la certezza di possedere. Vista, tatto, olfatto, udito, gusto. Sono solo il preludio ad un, “sesto senso” che chiamo così solo per poterlo spiegare con parole. Il contatto di una mano. La mia e la sua. A pensarci mi viene l’angoscia. Cado in uno stato ipnotico, mi sento soffocare, sento di non appartenere più a questo pianeta. Come può un tocco, un contatto con un altro darmi così tanta gioia e letizia? Non faccio più parte di questo mondo. Dimentico di aver conosciuto l’ipocrisia, l’invidia, l’accidia e tutti i mali di questo mondo. Dimentico le regole, il canone, la norma, le opinioni altrui. Sento di essere libero. Libero di essere me stesso. Di non credere a nessun Dio e di non preoccuparmi di ciò. Sento di non credere nelle leggi e di non preoccuparmi dell’assurdità che prende il nome di anarchia. Sento di non voler bene a nessuno ma in equa parte sento di non odiare nessuno. Non sento più la coscienza. La coscienza non mi è mai servita. A cosa serve in realtà la coscienza? A cosa servono ragione e razionalità se queste possono solo allontanarmi dalla felicità? Se io ho voglia di essere felice, nessuno deve potermi ostacolare, io mi sento superiore a tutti ma questa superiorità sarebbe ancor più eccellente se tutti riuscissero a raggiungerla.
  4. Quel tocco è stato la liberazione della mia anima.
  5.  
  6. Ma alla liberazione, all’epurazione della mia interiorità è seguita una disastrosa ricaduta.



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